E sfiniti da un viaggio interminabile siamo di nuovo qua!
Io e Cri siamo concordi, è come non essere mai partiti. E lo abbiamo compreso nell'istante in cui siamo usciti dall'areoporto.. E' bastato annusare l'aria (anche se sa spaventosamente di smog e umidità), rivedere i colori (anche questa volta putroppo cielo grigio e pioggerella), risentire i rumori caotici di una città in continuo movimento (clacson usati come trombe che annunciano un arrembaggio), ritrovare alcuni luoghi che hanno fatto parte di quelle due settimane di sette anni fa e riscoprirli praticamente identici ad allora.
Hanoi è ancora più vivace e contraddittoria, hanno costruito di tutto e di ogni, ed è tutto un brulicare di cantieri, in centro e nelle periferie. Certi scorci presentato una contrapposizione involontaria, fra tradizione e occidentalizzazione imperante, e comunque Hanoi, come tutto il Vietnam, è una città "di giovani".
E prima che la seconda grande avventura in Vietnam abbia inizio, un po' di riposo e alcuni momenti che non potevamo non dedicare a Giada, ma di questo ne parliamo domani.
Adesso riposo.

